I LUNEDÌ del CINEMA
Cinema Gloria
Via Varesina 79, 22100 Como
Ingressi Intero € 7 Ridotto € 5 (Soci Arci, studenti, over 65) Tessera 15 film € 50 lunedì 29 marzo
Spettacolo unico ore 20.45
JIM SHERIDAN
BROTHERS |
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BROTHERS
Regia JIM SHERIDAN
Sceneggiatura DAVID BENIOFF Fotografia FREDERICK ELMES Montaggio JAY CASSIDY Musica THOMAS NEWMAN Interpreti e personaggi JAKE GYLLENHAAL Tommy Cahill NATALIE PORTMAN Grace Cahill TOBEY MAGUIRE Sam Cahill CAREY MULLIGAN (Cassie Willis) MARE WINNINGHAM (Elsie Cahill) Stati Uniti 2008, 108 minuti.
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| Jim Sheridan
Dublino, Irlanda, 1949
Lavora principalmente come regista a numerosi lavori per il grande e il piccolo schermo. Tra le sue opere di maggior rilievo: BROTHERS, IL MIO PIEDE SINISTRO, NEL NOME DEL PADRE e GET RICH OR DIE TRYIN'. |
Sfuggente e sfaccettata, la struttura di Brothers è interamente basata sul gioco continuo di corrispondenze, rimandi e parallelismi nei percorsi esistenziali dei due fratelli del titolo, Sam e Tommy Cahill. I due protagonisti circoscrivono traiettorie speculari e contrapposte, ma che finiscono in qualche modo per sovrapporsi e intercambiarsi tra loro. Una parabola emotiva che è resa in maniera efficace anche dal punto di vista cinematografico attraverso l'ampio ricorso all'espediente del montaggio alternato, elemento stilistico portante del film dal valore fortemente simbolico. Il nucleo narrativo di Brothers, adattato dallo sceneggiatore David Benioff a partire dall'omonimo film danese di Susanne Bier (in Italia distribuito con il titolo Non desiderare la donna d'altri), può dirsi tutto racchiuso nell'incontro-scontro tra le identità simmetriche di Sam e Tommy. A conferire un'ulteriore impronta personale a Brothers è la regia dell'irlandese Jim Sheridan che, sin dagli esordi con Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, si è dimostrato particolarmente incline all'indagine dei rapporti famigliari, meglio ancora se offuscati dall'ombra della guerra. Il regista, come sua abitudine, conferisce al film una marca spiccatamente teatrale, rendendolo un ideale campo di prova per le interpretazioni dei protagonisti Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal e Natalie Portman - qui al loro meglio - ma anche del resto del cast, tra cui spiccano le piccole Bailee Madison e Taylor Geare.
Note di Jim Sheridan
L'idea mi è venuta nel 1990, quando incontrai una delle persone che stava nello stesso palazzo in cui vivevo io a Los Angeles. Le cose che racconto sono accadute tra il 1981 e il 1987 e la maggior parte sono successe a me, come il passaggio della frontiera, l'affitto dell'appartamento, l'episodio del condizionatore, io ne rubai uno all'epoca e bruciai i fusibili provocando un black out, la scena in cui cerco di vincere il pupazzo... Anche mia figlia nacque prematura e fu messa in incubatrice. Sono tutte cose successe realmente. Ciò che ho cambiato è che fu mio fratello a morire, il personaggio del padre è basato su mio padre e su di me, mentre ho scritto il film dando a mia figlia il mio punto di vista, un cambiamento forse non sostanziale, ma che ha avuto un impatto emotivo fortissimo per me… Le storie d'amore sono sempre difficili. Quando un uomo e una donna si mettono insieme in un film, per convenzione sei costretto a sospendere la narrazione. I bambini hanno ragione a lamentarsi di fronte al cow boy che bacia la sua ragazza, perché è un momento che inevitabilmente blocca la drammatizzazione del racconto per passare su un piano più poetico. Non credo di essere un regista particolarmente lirico, non sono come Bernardo Bertolucci, "Ultimo tango a Parigi" è forse la più bella storia d'amore mai raccontata. Ma è una grande storia anche perché il conflitto nella coppia è sempre vivo e se c'è una cosa che ho imparato da quel film è che se vuoi raccontare una storia d'amore deve esserci il confronto e non un plot classico tipo 'ragazzo incontra ragazza'...
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