I LUNEDÌ del CINEMA
Cinema Gloria
Via Varesina 79, 22100 Como
Ingressi Intero € 7 Ridotto € 5 (Soci Arci, studenti, over 65) Tessera 15 film € 50 lunedì 22 febbraio
Spettacolo unico ore 20.45
GASTÓN DUPRAT E MARIANO COHN
L'ARTISTA |
![]() |
L'ARTISTA
El artista
Regia MARIANO COHN e GASTÒN DUPRAT
Sceneggiatura ANDRÉS DUPRAT Fotografia RICARDO MONTEOLIVA Montaggio MARIE-HÉLÈNE DOZO Musiche DIEGO BLIFFELD Interpreti e personaggi Sergio PANGARO ALBERTO LAISECA ANA LAURA LOZZA MARCELLO PRAYER Argentina, Italia 2008. 110 minuti.
|
| Gastón Duprat e Mariano Cohn
Nell’ambito del video sperimentale e del cortometraggio hanno realizzato numerose opere premiate in prestigiosi festival nazionali e internazionali: “El hombre que murió dos veces“, “Cirujía en pañales“, “Perro“, “Hágalo usted mismo“. Per l’insieme delle loro opere hanno ricevuto il “Premio Leonardo” e il “Premio Konex.” Nell’ambito del lungometraggio hanno realizzato e prodotto il pluripremiato documentario sperimentale ENCICLOPEDIA e hanno diretto YO PRESIDENTE, documentario i cui protagonisti sono gli otto presidenti argentini dalla restaurazione della democrazia ad oggi. L'ARTISTA è il loro primo film di fiction.
|
“Art is what you can get away with”, Andy Warhol
“Art is a lie that helps us to realize the truth”, Pablo Picasso
Jorge è un infermiere schivo che colleziona i disegni di Pablo, un suo anziano paziente. Del tutto a digiuno di arte, Jorge riconosce qualcosa di prezioso nelle opere, e comincia a proporle in giro spacciandole per sue. Quando il successo gli arride, Jorge non può far altro che persistere nell’inganno, sperimentando un curioso distacco tra il ruolo pubblico di artista e quello effettivo nella sua banale vita… “El artista” è un piccolo geniale film sugli inganni dell’arte moderna, che esplora con ironia, leggerezza ma al tempo stesso profondità, il paradosso del mondo dell’arte contemporanea, i suoi personaggi e la difficoltà di definire il concetto stesso di arte. Il clichè di partenza, abbastanza ovvio, trova un’originale sviluppo narrativo ed un particolare taglio cinematografico che regalano al fragile tema una forma adeguata ed accattivante. Silenzi e spazi bianchi prevalgono su quello che si vede e si dice, lasciando spazio ad originali soluzioni stilistiche, all’immaginazione dello spettatore e diventano suggestive metafore della reale non comunicatività dell’arte moderna e delle sue furbizie e ipocrisie. Ma attraverso il singolare percorso di Jorge, personaggio indolente che coglie con l’arte una facile possibilità di cambiare vita, il film tracima dal mondo dell’arte per portare il senso dell’inautentico nella vita stessa. Non è solo un problema dell’arte, è la vita moderna stessa, ormai tutta basata sull’apparenza, ad aver perso la sua autenticità e quindi la sua arte.
|