lunedicinema
cinema contemporaneo internazionale d'autore
agosto / dicembre 2010
I LUNEDÌ del CINEMA
Cinema Gloria
Via Varesina 79, 22100 Como

Ingressi
Intero € 7
Ridotto € 5
(Soci Arci, studenti, over 65)
Tessera 15 film € 50
lunedì 25 gennaio
Spettacolo unico ore 20.45
RENATO DE MARIA
LA PRIMA LINEA
locandina evento
LA PRIMA LINEA
Regia RENATO DE MARIA
Sceneggiatura SANDRO PETRAGLIA
IVAN COTRONEO
FIDEL SIGNORILE
Fotografia GIANFILIPPO CORTICELLI
Montaggio MARCO SPOLETINI
Musica MAX RICHTER

Interpreti e personaggi
GIOVANNA MEZZOGIORNO Susanna Ronconi
RICCARDO SCAMARCIO Sergio Segio
FABRIZIO RONGIONE
LINO GUANCIALE
Italia 2009. 96 minuti.
Renato De Maria
Varese, Italia, 1960
Regista, cresce a Bologna, dove studia Scienze Politiche e Filosofia. Nel 1982 vince il riconoscimento per la migliore produzione video al Festival 'Cinemagiovani' di Torino' con numerosi lavori autoprodotti. Esordisce alla regia di lungometraggi nel 1996 con HOTEL PAURA, con Sergio Castellitto, Iaia Forte e Isabella Ferrari, che viene presentato in diversi festival in tutto il mondo e vince un Sacher d'oro per la miglior opera prima, cui seguono PAZ! (su Andrea Pazienza ) e l'inedito AMATEMI. Nel 1999 realizza in Burundi e Ruanda il documentario I FIGLI DELL'ODIO, sull'odio razziale fra Hutu e Tutsi.
Torino, carcere "Le Nuove", novembre 1989. Un uomo di trentacinque anni racconta la propria storia. E' Sergio Segio, uno dei fondatori del gruppo armato "Prima linea", entrato in clandestinità a metà degli anni settanta, nella convinzione che l'uso della violenza fosse una scelta necessaria nel nome di una "rivoluzione". Condannato a molti anni di carcere, Segio ricorda i giorni del suo arresto, e prima ancora ricorda un giorno particolare: il 3 gennaio 1982. Segio è a Venezia, dove ha riunito un gruppo di militanti che si preparano a compiere un'azione "impossibile": far evadere dal carcere di Rovigo quattro detenute, tra le quali Susanna Ronconi, la donna che Sergio ama e con cui ha condiviso idee, scelte politiche, tragici errori. I ricordi si susseguono, fino agli esiti più drammatici. Intanto la giornata del 3 gennaio volge al culmine. Sergio e il gruppo si avvicinano al carcere di Rovigo, all'interno Susanna e le altre attendono l'ora fissata. E finalmente il momento atteso arriva...Tratto, liberamente, dal libro di Sergio Segio “Miccia Corta”, il film racconta, attraverso un unico episodio simbolico, la parabola tragica e irreversibile della deriva terroristica italiana, filtrandola attraverso la lente d'ingrandimento della memoria: “fantasmi” in cerca di un'impossibile redenzione.
Note di Renato De Maria
Ogni generazione è figlia del suo tempo e della sua epoca: allora erano gli anni Settanta in tutto il mondo, anche in Francia e in Germania ci sono stati questi rigurgiti di rivolta, che altrove hanno avuto una trasformazione positiva, mentre in Italia hanno avuto un epilogo tragico, che si è poi ripiegato su se stesso, anche grazie alla strategia della tensione, ai servizi segreti deviati le cui vicende hanno ancora dei contorni incerti. In quello però c'era anche una parte positiva, creativa: si scriveva, si facevano dischi, libri, e la politica era una parte importante in quel processo. Oggi c'è un mondo completamente diverso, ci sono altri media, altri strumenti linguistici, non ci sono più la piazza e la strada. Non voglio dire cosa sia meglio e cosa sia peggio, non voglio demonizzare nulla. Spesso la storia della società ha dei momenti di involuzione, come forse è questo, ma da questo può anche nascere un'evoluzione: io non trovo stupidi i giovani, semplicemente la loro curiosità è dirottata su altre cose, anche perché sono forse meno indipendenti culturalmente, c'è meno autonomia pur essendoci tanti nuovi strumenti.